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Il grande volo della Thunderbird


 

E’ partita il 12 dicembre scorso da Ferrara la Thunderbird di Castlecar, acquistata dal giovane collezionista Matteo Zaccherini per il suo “Garage di riposo” di Faenza.

Dopo oltre venti anni, Giancarlo Castelli (titolare del salone) ha ceduto alla determinazione di Zaccherini di volere restaurare l’americana coupé. L’auto che fu di Beppe Maniglia è stata dunque ceduta.

Un’avventura in tutti i sensi farla atterrare a Faenza.

Issata sul carro attrezzi di Emelita Mulo (ormai collaboratrice di Zaccherini), l’auto è partita restando saldata al piano del carro, ammantata da nebbia e fuliggine.

Una tappa a Lavezzola lungo il tragitto, poi il viaggio è proseguito verso Faenza, con Zaccherini al seguito su Range Rover anno 1982.

Lungo il rettilineo infausto della Bastia – la strada provinciale che collega la bassa ferrarese al ravennate – lo schianto. Uno scontro frontale ha fatto volare la Ford assieme al carro attrezzi verso il muro di cinta di un’abitazione. Un ragazzo alla guida di un’utilitaria Peugeot ha perso il controllo dell’auto finendo la sua corsa sull’avantreno del mezzo che avanzava di fronte. Un impatto molto forte, che ha ingabbiato tra le lamiere il giovane conducente dell’auto fino all’arrivo dei pompieri.

Zaccherini ha potuto vedere la scena per intero dalle retrovie, riuscendo a malapena a scartare sulla destra l’incidente.

Dalle immagini che seguono, si comprende cosa si sia scatenato lungo una trentina di metri della strada Bastia.

Miracolosamente tutti indenni, tolte lievi ammaccature. Compresa la Thunderbird, che per il forte impatto ha divelto i fermi sulle ruote inclinandosi fuori asse, senza tuttavia ribaltarsi. Ha tenuto saldi i semiassi, è rimasta ferma di traverso sul piano, in bilico con una ruota, venendo poi caricata su un altro mezzo e finalmente scaricata al garage di Faenza. Un viaggio durato oltre otto ore.

Il giorno dopo, sorprendentemente, il motore 7200 cc anno 1969 ha dato segni di vita sotto le prime cure del nuovo proprietario, quasi mai stupito delle cose strabilianti che accadono tra lui e le automobili da almeno dieci anni.

Un video eloquente in tal senso:

 

 

 

 

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